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Nanni Balestrini: 2 luglio 1935 - 20 maggio 2019

20.05.2019

Questa notte, 20 maggio 2019, è mancato Nanni Balestrini.
 
Qualche anno fa, pochissimi anni fa, quando la MalaTesta Lit. Ag. era un’agenzia microscopica e neonata, con una lista di autori per contare i quali sarebbero avanzate alcune dita di una mano, Rossana Campo, un punto di riferimento insostituibile per chi ha iniziato a leggere negli anni Novanta e poi non ha più smesso, entrò – incredibilmente, ma con una tipica manifestazione del suo coraggio genuino – nella nostra squadra.

Qualche tempo dopo, il compagno della sua vita, il grande Nanni Balestrini, che mai in decenni di lavoro intellettuale aveva avuto un agente – e che probabilmente non ci aveva neppure mai pensato – incredibilmente, ma con una tipica manifestazione della sua disponibilità verso ogni cosa nuova, si incuriosì di questi due ragazzi, Monica e Simone, che provavano a farsi agenti letterari.
Ci volle conoscere in un baraccio nei pressi della Stazione Termini, un luogo imprevedibile, ma soltanto perché ancora non conoscevamo Nanni, anzi “il Nanni”, con quell’articolo un po’ milanesizzante che subito aggiungemmo con affetto al suo nome. E decise di farsi rappresentare da noi.
 
Un meraviglioso, geniale, sfuggente, prolifico, pigro, giovane, prismatico, instancabile, bulimico, autorevole, sbrigativo e soprattutto divertentissimo marziano nella MalaTesta.
 
La personificazione di una voce da enciclopedia della letteratura che, in compagnia di Rossana Campo, brillava in una minuscola agenzia in cui nessun altro, né tra gli agenti né tra gli autori, passava i trentacinque anni. Non sappiamo quanto, in questi anni, siamo stati davvero utili come agenti al Nanni, che da decenni viaggiava su un suo binario personalissimo («Senti Simone, c’è questo amico turco che mi ha chiesto se può pubblicare queste mie poesie degli anni Ottanta, lo senti tu?»; «Monica, ho promesso a questi editori baschi di fargli tradurre questo opuscolo che è stato pubblicato dal tale editore ma che c’è anche online, come facciamo?») e che negli ultimi anni aveva più che altro convogliato la sua creatività nell’allestire le sue belle mostre, in cui le lettere e le parole non finivano nelle pagine di un libro ma appese a una parete.
 
Ma sappiamo quanto è stato bello lavorare con lui e non soltanto perché era un gigante della letteratura italiana contemporanea. Anzi, che fosse un gigante della letteratura italiana contemporanea, ce lo si dimenticava continuamente, visto che ogni cinque minuti, annunciato da un lampo dello sguardo e partendo da un angolo della bocca, gli si allargava sulla bocca quel sorrisetto da monello pronto a uno scarto, a mettersi a correre fuori dal sentiero tracciato dall’ovvietà dei passi altrui.
Perché questo era il Nanni: il più creativo dei bambini con in mano una scatola di pastelli colorati. Per questo è stato così divertente lavorare con lui. Per questo è così triste che non sia più con noi. Per questo, per combattere la tristezza, dobbiamo ricordarci quel suo sorrisetto, sempre, che diceva: "Vogliamo tutto”.
 
Monica e Simone

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